Carlo Cracco è finito nel mirino di Ultima GenerazioneCarlo Cracco è finito nel mirino di Ultima Generazione

Carlo Cracco ci ha rubato un cellulare”. Lo denunciano gli attivisti di Ultima Generazione che hanno tentato un nuovo blitz contro il noto chef nel suo ristorante milanese in Galleria Vittorio Emanuele II. “Tre persone aderenti alla campagna ‘Il Giusto Prezzo’ di Ultima Generazione sono entrate nel ristorante Cracco con una regolare prenotazione. Hanno ordinato tre bicchieri di vino, poi una di loro è salita su un tavolo mentre un’altra ha srotolato uno striscione con la scritta ‘Il Giusto Prezzo’.

Tre attiviste di Ultima Generazioni denunciate dopo l’irruzione da Cracco

Durante l’azione, hanno versato il vino sul tavolo e dichiarato: ‘Propongo un brindisi a questo lusso ingiustificato che noi rinneghiamo di fronte alla fame là fuori, al carovita che ci soffoca, e ai campi distrutti da grandine, siccità e alluvioni’. La polizia, intervenuta subito dopo e le tre attiviste sono state portate in questura. La polizia ha denunciato le tre ragazze per violazione dell’articolo 18 del TULPS, per violenza privata. Le attiviste hanno denunciato il proprietario del ristorante accusandolo di aver sottratto loro un telefonino.

Paola Del Dosso, geometra di 29 anni, si trovava con loro solo per documentare l’azione e garantire la loro sicurezza. Siamo stati per la terza volta nel Ristorante Cracco per denunciare un’Italia sempre più divisa, dove le disuguaglianze crescono nell’indifferenza di chi vive nel lusso”, scrive Ultima Generazione in un comunicato.

Lo chef stellato: ‘Non si offrono pasti sospesi, ma pubblicità gratuita’

“Speravamo che Cracco potesse essere dalla nostra parte invece ci ha sconvolto. Mentre Simona ed Ester stavano spiegando la loro protesta – ricordando che metà degli italiani fatica ad arrivare a fine mese – Carlo Cracco ha improvvisamente sottratto il cellulare di Paola da dietro e si è allontanato”. Pronta la replica dello chef Carlo Cracco ha risposto all’azione di Ultima Generazione con un storia su Instagram, ironizzando sull’accaduto: “non si offrono pasti sospesi, ma tanta pubblicità gratuita”.

Di Giuseppe D'Alto

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *