A sinistra la madre di Stefano ArgentinoA sinistra la madre di Stefano Argentino

É durata oltre tre ore l’autopsia sul corpo di Sara Campanella, la 22enne accoltellata e uccisa lunedì 31 marzo dal collega di università, Stefano Argentino, del quale per mesi aveva respinto le avances. Ai consulenti dei pm era stato chiesto anche di accertare se le ferite subite dalla ragazza potessero essere state inferte con un coltello trovato dai carabinieri non molto distante dal luogo del delitto.

La telefonata alla madre, il viaggio, la confessione e i sospetti agli inquirenti

Proseguono intanto le indagini sulla fuga del ragazzo che ha confessato l’omicidio, e che, dopo aver aggredito a morte Sara, è scappato con l’arma e ha provato a nascondersi nella casa vacanza dei genitori a Noto. Gli inquirenti sono certi che il ragazzo sia stato aiutato. Il gip, che ne ha convalidato il fermo, si spinge a dire che la madre ha avuto un ruolo nel tentativo dell’assassino di fare perdere le proprie tracce. La ricostruzione delle 6 ore trascorse tra il delitto e la cattura dello studente è ancora tutta da scrivere. In 4 ore è possibile raggiungere Messina dalla cittadina del siracusano e tornare indietro: l’omicidio è accaduto alle 17:15 e Stefano è stato preso dai carabinieri dopo le 23.

Stefano Argentino aveva chiamato la madre dopo l’accaduto per dirle che voleva uccidersi. La donna si è presentata spontaneamente dai carabinieri ed ha fornito la sua versione dei fatti. “Ha detto che si sentiva un fallito e non aveva combinato nulla al telefono. Sono stata due ore in chiamata per farlo desistere. Poi quando eravamo a dieci minuti da Noto mi ha detto quello che aveva fatto”. La mamma l’ha raggiunto a Messina. Poi la rivelazioni poco prima di rientrare a Noto e la decisione di recarsi nella casa vacanza. Ha riferito di aver protetto l’altro figlio, al quale ha lasciato un bigliettino, allontanandolo da casa e di voler convincerlo a costituirsi.

Daniela Santoro: ‘Ha sbagliato, sono due le famiglie che stanno soffrendo’

“Mi dispiace molto per la famiglia di Sara. Siamo due famiglie comunque a soffrire. Per motivi diversi, siamo due famiglie che soffriamo. Non ho contatti, anche io sono in una tragedia. Ma l’ho già detto che sono dispiaciuta. Siamo persone umane tutte ed è ovvio che mi dispiace. Quello che è accaduto non me lo spiego. Stefano non ha mai dato segni di aggressione e cattiveria. Non è perché sono la mamma… Era un ragazzo, tranquillo, sereno, introverso”.

Fin da piccolino si divertiva con gli amici. I suoi compagni possono confermarlo” – ha riferito Daniela Santoro, madre del giovane. “Stefano è stato sempre un ragazzo, buono e studioso con dei sani principi. Purtroppo non me lo spiego. Ha sbagliato. Sono due le famiglie che stanno soffrendo. Non doveva farlo. Mi aveva detto che era una ragazza che gli stava simpatica perché era solare”.

Lunedì i funerali di Sara Campanella a Misilmeri

La salma di Sara verrà restituita alla famiglia e portata a Portella di Mare, frazione di Misilmeri (Palermo) in cui la studentessa viveva. Domenica a partire dalle 10.30, per tutto il giorno e la notte, sarà allestita la camera ardente aperta ai cittadini nella chiesa delle Anime Sante in piazza Comitato. Lunedì 7 aprile alle 10:30, nella chiesa San Giovanni Battista di Misilmeri, sarà celebrato il funerale di Sara presieduto dall’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice. Per lunedì il sindaco Rosario Rizzolo ha proclamato il lutto cittadino con l’esposizione delle bandiere a mezz’asta sugli edifici comunali.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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