Il mistero attorno alla morte di Liliana Resinovich, 63enne ed ex dipendente regionale di Trieste, torna al centro del dibattito televisivo con un acceso confronto andato in onda durante la puntata del 4 aprile di Quarto Grado del 4 aprile su Rete 4.
Il ritorno in studio di Sebastiano Visintin
A distanza di mesi, il marito della donna, Sebastiano Visintin, è tornato ospite del programma, spiegando di trovarsi “per caso” nei pressi degli studi.
“Sono qua per caso, perché son passato in queste zone, anche perché mi piace andare sul lago di Varese, poi sono andato a Gallarate.”
Ma ad attenderlo, in collegamento esterno, c’era Claudio Sterpin, amico di lunga data di Liliana, con cui sostiene avesse un profondo legame sentimentale. Ed è proprio lui a lanciare pesanti accuse.
Le accuse di Claudio Sterpin
Sterpin ha dichiarato senza mezzi termini:
“L’unica persona al mondo che ha avuto interesse al ritrovamento del corpo di Liliana era suo marito. Ha avuto il ritorno del conto corrente su cui veniva versata la pensione dall’INPS. Questo è lampante. Lui stesso, parlando con la cugina pochi giorni dopo, aveva detto che bisognava aspettare 10 anni per la morte presunta.”
Poi aggiunge un dettaglio inquietante:
“Se Liliana fosse stata uccisa da qualcun altro, e non ci fosse stato interesse a farla ritrovare, sarebbe potuta sparire in una delle mille foibe che ci sono lì. Non ho detto che è stato lui ad ammazzarla, e spero per lui che non sia così.”
La replica di Sebastiano Visintin: “Accuse infami”
Il marito di Liliana non ha esitato a rispondere con fermezza:
“Sta dicendo delle cose infami, generate da questi amici che si sono accorpati. Una domanda voglio fare a Sterpin: ci vuoi dire una volta per tutte della telefonata di 16 minuti che hai fatto con Liliana il giorno 13?”
Sterpin ha replicato spiegando che si trattava di una conversazione organizzativa:
“Abbiamo parlato a lungo per metterci d’accordo su alcuni aspetti della vacanza in Croazia.”
Poi, incalzato dagli opinionisti, ha aggiunto:
“Se Liliana voleva lasciarmi, non si sarebbe più fatta vedere. Finiva lì.”
E ancora, sollevando nuovi dubbi sul marito:
“Non ho mai detto che è stato Sebastiano. Ma lui sa esattamente cosa è successo a Liliana Resinovich, perché il cordino con cui è stata trovata viene da casa sua.”
Il mistero continua
Il caso Resinovich resta avvolto nel mistero: il corpo della donna era stato trovato in un bosco, dentro due sacchi della spazzatura e con un cordino stretto attorno alla testa. Nessuna certezza, nessun colpevole, solo una lunga catena di sospetti, ipotesi e accuse incrociate.
Mentre la procura prosegue le indagini, l’opinione pubblica si divide. E i botta e risposta in tv non fanno che alimentare i dubbi e l’interesse mediatico su un caso che sembra ancora lontano dalla verità.