Liliana Resinovich, Claudio Sterpin: ‘Forse soffocata con un cuscino’

Claudio Sterpin e Liliana ResinovichClaudio Sterpin e Liliana Resinovich

“É logico: se uno ti pesta un cuscino sulla bocca non ti fa nessun segno, tu lentamente finisce che non respiri più, è lampante”. E dove sarebbe successo? “Bella domanda”. Lo ha affermato Claudio Sterpin, l’amico speciale di Liliana Resinovich, parlando a Pomeriggio 5 su Canale 5. “Mi sembra che da casa di Liliana – ha aggiunto – sia scomparso il suo cuscino. Non lo si è più visto nelle riprese fatte nella casa di Liliana” dopo un primo momento.

Claudio Sterpin a Pomeriggio 5: ‘Mi sembra che da casa di Liliana sia scomparso il suo cusino’

“Al posto del cuscino di Liliana, che doveva essere gemello a quello di Sebastiano, all’improvviso è comparso un cuscino quadrato, mi sembra, anziché rettangolare” – ha aggiunto Claudio Sterpin. “I due cuscini erano uguali” in un primo momento, poi non più, “almeno così mi è sembrato”. “Questa è una mia ipotesi e la do intera alla Procura per un controllo”, ha concluso. Il corpo della 63enne, scomparsa da casa il 14 dicembre 2021, fu ritrovato il 5 gennaio 2022 nel boschetto dell’ex ospedale psichiatrico di Trieste.

C’è attesa per la super perizia medico legale sulle spoglie di Liliana Resinovich che doveva essere depositata venerdì 28 febbraio. L’incarico era stato affidato dalla Procura all’antropologa forense Cristina Cattaneo a fine luglio 2023. Qualche mese più tardi, a febbraio 2024, era stato riesumato il cadavere per procedere con nuove ispezioni, poi effettuare all’Istituto di medicina legale di Milano. Titolare del fascicolo era la pm Maddalena Chergia, di recente, però assegnata ad altro servizio. Dunque, dopo il deposito della perizia, occorrerà individuare il sostituto procuratore titolare dell’inchiesta.

Liliana Resinovich, attesa per la super perizia

Oltre a Cattaneo, alla perizia hanno partecipato i medici legali Stefano Tambuzzi e Biagio Eugenio Leone e l’entomologo Stefano Vanin. Obiettivo ultimo è far luce sulle cause della morte della donna, trovata con la testa avvolta in due sacchetti di plastica, legati con un cordino, e il corpo chiuso in due sacchi neri infilati uno dall’alto e l’altro basso. Due anni fa, al termine delle indagini, la Procura di Trieste aveva richiesto l’archiviazione ipotizzando che la morte fosse avvenuta per suicidio. Il Gip aveva però predisposto un completo approfondimento delle indagini.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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