Guido Petteruti ha visto la madre lanciarsi dal parapetto: ‘Era la mia vita’
Il foulard di Carla D’Acunto è ancora in quel terrapieno rialzato in Viale degli Olmi, nel quartiere di Sala Abbagnano a Salerno. La 58enne è precipitata dal parapetto dopo una discussione in auto con il figlio che ha tentato disperatamente di raggiungere con la vettura la madre senza però riuscire a fermarla. L’uomo ha poi contattato la compagna ed è tornata con lei sul luogo del dramma. “Diceva mi voglio alzare” – ha riferito a La vita in diretta di venerdì 28 febbraio.
La discussione per i problemi giudiziari e il tentativo di fermare la madre
Ora Guido Petteruti è indagato per istigazione al suicidio dalla Procura di Salerno. Il 32enne stava vivendo un momento delicato dopo la denuncia per maltrattamenti dell’ex moglie che ha fatto scattare il divieto di avvicinamento e il braccialetto elettronico. L’uomo poteva vedere le figlie solo in situazioni protette. Anche Carla D’Acunto era stata denunciata dalla nuora e soffriva per non poter stare accanto alle nipoti. Due settimane fa la sua posizione era sta archiviata. “Mia mamma era la mia vita ed io la sua. Eravamo una sola cosa. Ci amavamo. Stavamo litigando per i nostri problemi giudiziari che avevamo avuto perché ci veniva precluso di vedere le mie figlie” – ha spiegato.
A un certo punto ha iniziato a correre. Diceva che non ce la faceva” – ha raccontato Guido Petteruti. “Poi l’ho vista cadere dalla transenne. Non so se si è lanciata o è scivolata. Diceva che voleva alzarsi ma non ci riusciva… Le dicevo alzati, mamma cosa hai fatto. Non ci riusciva”. Il 32enne si è soffermato sull’accusa di istigazione a suicidio. “Forse la stanno facendo a me l’istigazione al suicidio. Io ho provato in tutti i modi a salvarla, ma non ce l’ho fatta. Avevo soltanto lei”.
‘Voleva rialzarsi ma non ce la faceva, l’istigazione al suicidio la stanno facendo a me’
Durante la puntata de La vita in diretta di venerdì 28 febbraio è intervenuto anche l’avvocato Michele Sarno che assiste Guido Petteruti. “Penso che sia un atto quasi dovuto da parte del pubblico ministero che si è determinato ad indagare l’unica persona che era con la madre al momento dell’accaduto. É una garanzia anche per la difesa nella misura in cui ci è stata data la possibilità di contribuire con un nostro consulente all’esame autoptico” – ha riferito il legale.
“Di base c’era l’amarezza per l’inibizione a poter vedere Guido i figli e Carla le nipoti. Poco tempo fa c’era stata un’archiviazione per Carla e nonostante ciò non c’era la possibilità di una visita libera laddove Guido continua a fare visite controllate e protette. C’era una situazione di esasperazione”. I funerali di Carla D’Acunto sono stati celebrati venerdì 28 febbraio alla chiesa di Madonna di Fatima, nel quartiere Pastena.