Alessia Pifferi non era presente in aula per un’aggressione subita in carcere nel giorno in cui è stato affidato l’incarico ai periti: la Corte d’Appello di Milano ha annunciato i nomi dei professionisti ai quali è stata affidata la nuova perizia psichiatrica. Le risultanze sono attese per fine giugno.
Alessia Pifferi, la Corte d’Appello ha conferito l’incarico per la nuova perizia
Durante l’udienza di venerdì 28 febbraio la Corte ha conferito l’incarico nominando lo psichiatra Giacomo Francesco Filippini, la neuropsicologa Nadia Bolognini e il neuropsichiatra infantile Stefano Benzoni; la procura generale ha indicato la psichiatra Patrizia De Rosa e la psicologa e psicoterapeuta Valentina Crespi; mentre parte civile e difesa si sono riservati di indicare i propri esperti. L’attività di analisi inizierà, nel carcere di Vigevano (Pavia), il prossimo 26 marzo e da quei dati decorrono i 90 giorni che i periti hanno richiesto per elaborare la propria relazione.
Alessia Pifferi è stata condannata in primo grado all’ergastolo per la morte della figlia Diana, abbandonata per sei giorni e lasciata morire di stenti a soli 18 mesi nell’estate 2022. L’imputata non era in aula. La scelta è legata al fatto di essere stata aggredita, da un’altra detenuta, nel carcere di Vigevano (Pavia). Un attacco che sarebbe costato qualche punto di sutura sul volto della 38enne. “Alessia ha 4 punti in volto quindi oggi non ci sarà, è stata portata al pronto soccorso di Vigevano. Capite in carcere” – ha detto l’avvocato Alessia Pontenani.
Punti di sutura al volto per la 38enne dopo l’aggressione, la reazione della sorella
Sull’accaduto si è espressa anche la sorella, Viviana Pifferi. “Non so cosa sia successo però è un carcere penso che in un carcere non ci sia propriamente un ambiente calmo e tranquillo. Se sono preoccupata per lei? Lei lo è per noi e per quello che ci sta facendo passare? A me non sembra.” Sulla perizia ha ribadito: “Io penso sempre che sia lucida. É una persona capace, questo lo dirò fino a prova contraria, ma anche a prova contraria io sarò convinta di questo, forse perché io ci ho vissuto quarant’anni e so lei com’è.”
I giudici della Corte di Assise d’appello di Milano hanno rigettato per “irritualità, irrilevanza e non decisività” l’istanza avanzata dall’avvocato Emanuele De Mitri, che assiste la mamma e la sorella di Pifferi (parte civile), aveva infatti chiesto di acquisire gli atti, depositati dal pm Francesco De Tommasi nel fascicolo relativi alle indagini per falso e favoreggiamento a carico dell’avvocata Alessia Pontenani, di alcune psicologhe e anche di Marco Garbarini, psichiatra e consulente della difesa, i quali secondo l’accusa avrebbero “manipolato” la 38enne per farle ottenere una perizia psichiatrica. Si tornerà in aula il prossimo 2 luglio per l’esame dei periti.