L'agente picchiato durante il corteo per AskatasunaL'agente picchiato durante il corteo per Askatasuna

Aggredito durante la manifestazione per Askatasuna

Si chiama Alessandro Calista, ha 29 anni, è sposato e padre di un bambino. È l’agente del Reparto Mobile di Padova brutalmente aggredito durante gli scontri scoppiati a Torino al termine della manifestazione contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna.

Il poliziotto si trovava in servizio nei pressi del campus universitario Luigi Einaudi quando è stato circondato e colpito con estrema violenza. La scena è stata ripresa in un video che sta circolando in rete e che documenta un’aggressione durata pochi, ma interminabili secondi.

Calci, pugni e colpi di martello: il racconto

Secondo quanto riferito da Pasquale Griesi, segretario Fsp Polizia di Stato, intervenuto a 4 di sera su Rete 4, l’agente è stato colpito con calci, pugni e martellate.

“Il collega ha ferite alle costole e al polpaccio, è stato preso a martellate. C’era anche una chiave inglese, caduta durante l’aggressione. Sono terroristi che stanno cercando il morto”, ha dichiarato il sindacalista.

A salvare l’agente sono stati i colleghi, intervenuti per sottrarlo al linciaggio mentre gli aggressori continuavano a colpirlo con tutto ciò che avevano a disposizione.

Le condizioni di Alessandro Calista

Alessandro Calista è stato trasportato d’urgenza in ospedale a Torino, dove è ricoverato nel pronto soccorso chirurgico.

Ha riportato:

  • contusioni multiple
  • una ferita da martello alla coscia sinistra, già suturata
  • traumi alle costole e agli arti

Le sue condizioni non sarebbero gravi, ma l’aggressione è stata definita dagli operatori come estremamente violenta e potenzialmente letale.

Guerriglia urbana nel quartiere Vanchiglia

Gli scontri sono scoppiati al termine del corteo contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna, occupato per oltre trent’anni e sgomberato nel dicembre scorso.

Nel quartiere Vanchiglia si è consumata una vera e propria guerriglia urbana durata circa tre ore:

  • bombe carta e razzi lanciati contro le forze dell’ordine
  • cassonetti incendiati
  • un mezzo delle forze dell’ordine dato alle fiamme
  • fioriere e arredi urbani distrutti
  • bottiglie, pietre e altri oggetti usati come armi

I gruppi di incappucciati si chiamavano tra loro con nomi in codice come “Blu”, “Ugo”, “Kiwi” e “Mango”, coordinandosi durante gli attacchi.

Anarchici e autonomi, divisi dalle idee politiche, hanno agito come un unico blocco nero, colpendo le forze dell’ordine e devastando la zona.

Il linciaggio dell’agente e i feriti tra i manifestanti

I contatti diretti tra antagonisti e polizia sono stati relativamente pochi, ma tra questi l’aggressione ad Alessandro Calista viene descritta come un quasi linciaggio.

Durante gli scontri ci sono stati anche feriti tra i manifestanti, alcuni trasportati via a braccia, altri soccorsi all’interno dei portoni dei palazzi.

Il bilancio della giornata lascia un quartiere devastato e una città scossa da una delle violenze più gravi viste negli ultimi anni.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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